Il Softball

Il Softball è un gioco che presenta diverse affinità con il baseball; seppur tecnicamente definito sport di squadra, esso mantiene dei tratti di espressione puramente individuali, alternando fasi e azioni che mescolano l’istinto e la tecnica personale fatta di gesti rapidi e decisi con azioni di tattica collettiva. È praticato da uomini e donne a livello amatoriale e dalle sole donne a livello olimpico con regole per lo più uguali al suo fratello maggiore ma con alcune importanti particolarità.

Anche qui vi sono 9 giocatori o giocatrici che si alternano in campo a seconda che si trovino in difesa o in attacco. Chi gioca in difesa schiera i nove giocatori in campo, chi gioca in attacco invia, uno alla volta, i propri giocatori per la battuta.
Le principali differenze sono invece:
• Il lancio: nel softball il lancio viene effettuato “da sotto” sfruttando la forza degli arti inferiori e delle anche, mentre nel baseball si lancia “da sopra” impiegando per una gran parte la muscolatura toraco-appendicolare delle braccia in particolare e in parte anche delle gambe.
• La pallina: quella da softball ha dimensioni più grandi (12”) di quella da baseball (9”); ciò consente di ridurre la velocità della pallina soprattutto in fase di battuta.
• Il campo: nel softball le dimensioni del campo sono notevolmente più ridotte; la distanza tra una base ed un’altra è di 18 metri, mentre quella dal monte di lancio a casa base è di 13: Il campo deve essere lungo almeno 66 metri. Nel baseball la distanza tra le basi è di 27 metri mentre dal monte al piatto di lancio vi sono 18 metri, con la lunghezza del campo pari a 100 metri.
• La mazza: è costituita in genere di leghe leggere, alluminio, titanio etc… in modo da ridurre lo sforzo ed aumentare la reattività.

Il gioco

Si comincia sempre con il lanciatore che lancia la palla al ricevitore facendola percorr

ere una traiettoria che le consente di passare sopra il piattello di casa base per giungere su quel “rettangolo immaginario” compreso ad una altezza che può variare dalle ginocchia e quella delle ascelle del battitore avversario. Questo rettangolo è definito area dello strike. Colui che si appresta alla battuta deve colpire la palla inviandola nel campo senza farla uscire dalle due linee di foul poi liberarsi della mazza per correre a toccare la 1°, la 2°, la 3° base e tornare a toccare la casa base; in questo modo si può assegnare un punto per la propria squadra (in attacco).
La squadra disposta in difesa ha il compito di impedire all’attaccante di poter svolgere il giro completo delle quattro basi provando ad eliminarlo:
• Inducendo a sbagliare tre strike il battitore: quando la palla passa nell’area dello strike e il battitore la lascia passare o tenta di batterla, senza riuscirvi, l’arbitro chiama uno strike; dopo 3 strikes il battitore è eliminato.
• Su battuta con presa al volo: il battitore colpisce la palla con la mazza ma questa viene presa al volo (prima che tocchi terra) da un difensore ed in qualsiasi punto del terreno di gioco.
• Con Toccata: quando dopo aver battuto la palla nel campo buono (tra le due linee di foul), il battitore (che diventa così corridore) corre sulle basi e viene toccato con la palla, tenuta in mano, da uno dei difensori che l’abbia raccolta su battuta o ricevuta su passaggio di un compagno.
• Su Gioco Forzato: può avvenire quando un corridore avanza verso una base e non può tornare indietro (es.: dopo la battuta è obbligato ad andare verso la 1° base); se un difensore, in possesso della palla (raccolta o ricevuta su passaggio) tocca tale base prima del corridore questo è eliminato. Un attaccante cercherà quindi di conquistare la base più lontana che può raggiungere senza essere eliminato, fermandosi su di questa in salvo. In tale caso anche l’azione è ferma e la palla quindi ritorna al lanciatore per iniziare un nuovo duello col battitore seguente.

Quando un lanciatore non manda la palla nell’area dello strike ed il battitore non tenta di colpirla, l’arbitro chiama un ball. Quando il numero dei balls (anche alternati agli strikes) arriva a 4, il battitore ha diritto alla prima base. Il corridore rimasto salvo in base cercherà di avanzare verso le basi successive fino a casa-base per segnare il punto sfruttando sia la battuta del compagno (tattica di attacco), sia gli errori della difesa. Il gioco di quest’ultima è inteso ora alla eliminazione del battitore e del corridore ed anche l’azione della difesa richiede sempre una tattica ed una tecnica adeguata. Nelle azioni successive gli attaccanti in campo, potranno essere fino a tre corridori. Quindi si potrebbe verificare il caso in cui nella stessa azione possa realizzarsi più di un’eliminazione.
Quando tre attaccanti sono eliminati termina una delle due fase di una ripresa (due riprese fanno un “inning”): la squadra alla battuta si dispone sul campo in difesa e la squadra che era in campo esce per la battuta. Poiché l’eliminazione di tre avversari può avvenire in uno spazio di tempo variabile, la partita e le sette riprese che la compongono, non hanno una durata fissa. Vince ovviamente la squadra che, nelle sue sette fasi di attacco, ha segnato più punti. Nel softball non è ammesso il pareggio, pertanto, in tale eventualità, si giocheranno una o più riprese supplementari.

Storia del Softball

Era il 1887 e a Chicago diverse persone erano riunite nella palestra di un circolo velico per attendere i risultati della classica partita di football tra l’Università di Yale e Harvard. Un tifoso, all’improvviso, lanciò un guantone da boxe verso un altro che prontamente lo respinse con un bastone, scagliandolo lontano. Un giornalista presente alla scena, di nome George Hancock, intravide in tale gesto delle potenzialità per dare vita ad una versione indoor del baseball che venne giocata lì per lì, considerata quindi la prima partita di Softball della storia. Nel 1889 venne stilato un primo regolamento senza che il gioco avesse ancora nome. Nel 1895 si svolse la prima partita all’aperto a Minneapolis (Minnesota), giocata da un gruppo di Vigili del Fuoco nel dopolavoro.
La pratica si diffuse con una certa facilità, mentre dalle prime palline da 16” il diametro fu fissato a 12”. Da un primo nome, The Kittens, si passò a Kitten Ball che divenne piuttosto popolare tra le donne, anche quando il nome mutò ancora in Diamond Ball, Mush Ball, Pumpkin Ball.
Solamente a partire dal 1926 iniziò a circolare il termine softball anche grazie all’iniziativa di Walter Hakanson del YMCA di Denver (Colorado).
Nel 1934 vennero stabilite le distanze tra la pedana di lancio e casa base e tra le 4 basi e fu redatto un regolamento ufficiale del softball. Nel 1946 nacque la National Fastball League, una lega maschile. Nel 1952 la International Softball Federation.
Nel 1965 in Australia si svolse svolto il primo Campionato Mondiale femminile con la partecipazione di Nuova Zelanda, Nuova Guinea, Giappone, Australia, Canada e Stati Uniti. Nel 1968 vi fu un primo tentativo di inserire il softball femminile tra le discipline olimpiche, ciò che poi avvenne solo nel 1991 con il primo torneo olimpico svolto nel 1996 ad Atlanta.
Nel frattempo, nel 1976 era nata negli Stati Uniti una lega professionistica e il gioco iniziava a diffondersi anche in Europa, tra i primi paesi in Olanda e poi in Inghilterra, quindi anche in Italia.

Andrea Carlucci